Se stai cercando informazioni sull’All-on-6 — cos’è, quanto dura, come si differenzia dall’All-on-4, quando è possibile avere i denti fissi in 24 ore, o cosa succede se l’osso non è sufficiente — questa guida risponde a ogni domanda in modo diretto, senza tecnicismi inutili e senza promesse fuori dalla realtà clinica.
Cos’è l’All-on-6 e cosa significa concretamente per il paziente
All-on-6 significa “tutto su sei”: sei impianti in titanio vengono inseriti chirurgicamente nell’osso dell’arcata (superiore, inferiore, o entrambe) e su di essi viene ancorata una protesi fissa che sostituisce tutti i denti mancanti. Il paziente non rimuove nulla la sera, non usa paste adesive, non ha una dentiera mobile. Mangia, parla e sorride con una struttura fissa integrata nell’osso.
I sei impianti fungono da radici artificiali. L’osso cresce attorno a loro attraverso un processo biologico chiamato osteointegrazione, che nel tempo rende la connessione stabile quanto quella di un dente naturale. Sulla struttura risultante viene poi fissata la protesi definitiva, solitamente realizzata in zirconio monolitico per combinare resistenza meccanica ed estetica naturale.
Il risultato è una riabilitazione permanente coperta da garanzia scritta, con tassi di successo documentati nella letteratura scientifica superiori al 95% a dieci anni.
Perché l’All-on-6 è la tecnica più scelta nelle riabilitazioni totali
La ragione principale è biomeccanica. Sei punti di ancoraggio distribuiti lungo l’arcata ripartiscono il carico masticatorio in modo più uniforme rispetto a quattro. Meno carico per impianto significa meno stress sull’osso circostante, migliore osteointegrazione nel lungo periodo e minore rischio di complicanze meccaniche.
L’arcata superiore, anatomicamente più sfidante perché ha un osso strutturalmente meno denso rispetto alla mandibola ed è vincolata dalla presenza dei seni mascellari, trae il maggiore beneficio da sei impianti. Per questa ragione molti chirurghi specializzati scelgono l’All-on-6 come protocollo preferenziale per la riabilitazione mascellare, riservando l’All-on-4 ai casi in cui la disponibilità ossea non consente un numero maggiore di pilastri.
Il Dr. Artdur Dema, implantologo con formazione alla Università Tor Vergata di Roma e alla Columbia University di New York e oltre 20.000 impianti inseriti in 20 anni di attività clinica, adotta l’All-on-6 come tecnica di riferimento per le riabilitazioni totali ogni volta che le condizioni cliniche del paziente lo consentono.
Qual è la differenza tra All-on-4, All-on-6 e All-on-8
La differenza principale tra le varianti All-on sta nel numero di impianti per arcata, ma quel numero ha conseguenze dirette sulla distribuzione dei carichi, sulla complessità chirurgica e sulla prognosi a lungo termine.
All-on-4: quattro impianti con inclinazione posteriore
L’All-on-4 utilizza quattro impianti per arcata. I due posteriori vengono posizionati inclinati fino a 45 gradi per sfruttare al massimo il volume osseo disponibile, evitando strutture anatomiche critiche come il nervo mandibolare nell’arcata inferiore e i seni mascellari in quella superiore. Questo la rende la soluzione preferenziale per i pazienti con riassorbimento osseo avanzato, spesso senza necessità di innesti. Il limite è che quattro impianti devono sostenere il carico di un’arcata intera: in condizioni di osso superiore meno compatto o con abitudini masticatorie intense, questo può diventare un fattore critico nel tempo.
All-on-6: sei impianti con distribuzione uniforme del carico
L’All-on-6 utilizza sei impianti per arcata con posizionamento più distribuito. Non richiede l’inclinazione estrema degli impianti posteriori tipica dell’All-on-4, il che semplifica la fase protesica e migliora il risultato estetico complessivo. È la scelta preferenziale per l’arcata superiore, per pazienti con buona disponibilità ossea residua e per chi cerca la massima garanzia strutturale nel lungo periodo. In alcuni casi può richiedere un innesto osseo preliminare se il volume disponibile non è sufficiente: questo emerge dalla diagnosi radiografica, non dal preventivo.
All-on-8: otto impianti per piani specifici
L’All-on-8 prevede otto impianti per arcata ed è riservato a piani terapeutici specifici in cui si vuole massimizzare la ridondanza strutturale. Non è una scelta di routine: aggiunge complessità chirurgica e costi senza che in molti casi esista un beneficio clinico proporzionale. Viene valutata caso per caso, quando la diagnosi lo giustifica oggettivamente.
La scelta tra All-on-4, All-on-6 e All-on-8 non dipende da preferenze commerciali. Dipende dall’osso disponibile, dall’anatomia dell’arcata, dalle abitudini del paziente (fumo, bruxismo) e dall’obiettivo protesico. Nessun chirurgo serio può indicare la tecnica corretta senza una TAC 3D del caso specifico.
Quando è possibile avere i denti fissi in 24 ore con l’All-on-6
I denti fissi a carico immediato, ovvero la possibilità di ricevere una protesi fissa provvisoria nella stessa giornata dell’intervento o entro 24-48 ore, sono possibili quando la stabilità primaria degli impianti raggiunge il valore di torsione minimo richiesto (generalmente almeno 32 N/cm), l’osso ha densità adeguata e non sono presenti infezioni attive.
Quando queste condizioni sono soddisfatte, la protesi provvisoria — progettata digitalmente prima dell’intervento con software ExoCad e prodotta nel laboratorio in-house — viene consegnata lo stesso giorno o entro 24 ore. Il paziente torna a casa con denti fissi funzionali già durante la fase di osteointegrazione, che dura da tre a sei mesi a seconda dell’arcata e del caso clinico.
Il carico immediato non è sempre indicato. In presenza di densità ossea insufficiente, infezioni pregresse non ancora risolte o casi che richiedono rigenerazione ossea contestuale, il protocollo a carico differito garantisce una prognosi più sicura. La valutazione viene comunicata al paziente prima dell’intervento, non durante.
Arcata superiore e arcata inferiore: perché si comportano diversamente
Arcata superiore e arcata inferiore presentano caratteristiche anatomiche e biomeccaniche diverse che influenzano in modo diretto la pianificazione dell’intervento.
L’arcata inferiore (mandibola) ha un osso più compatto e denso. Risponde meglio al carico immediato, ha tempi di osteointegrazione mediamente più brevi e offre condizioni chirurgiche generalmente più favorevoli. In molti casi l’arcata inferiore viene trattata con All-on-4 anche quando quella superiore richiede sei impianti.
L’arcata superiore (mascella) ha struttura ossea più spugnosa ed è vincolata dalla presenza dei seni mascellari, che limitano la profondità e la posizione degli impianti posteriori senza un innesto preventivo. Per questa ragione l’arcata superiore richiede una pianificazione digitale più accurata, basata su TAC 3D Cone Beam, e beneficia di un numero maggiore di punti di ancoraggio.
Cosa non garantisce l’All-on-6: i limiti reali da conoscere prima
Presentare l’All-on-6 come soluzione universale sarebbe clinicamente scorretto. Questa tecnica funziona molto bene nella maggior parte dei casi di riabilitazione totale, ma ha condizioni specifiche che devono essere valutate per ogni paziente.
Richiede osso sufficiente. Se il riassorbimento osseo è molto avanzato, inserire sei impianti nelle posizioni strategiche corrette può richiedere un innesto osseo preliminare, che allunga il piano di trattamento. In questi casi l’All-on-4 con impianti inclinati può essere la soluzione clinicamente più adatta, non un ripiego.
Richiede manutenzione periodica. Gli impianti in titanio non si cariano, ma i tessuti perimplantari devono essere monitorati regolarmente. Controlli professionali ogni sei-dodici mesi non sono facoltativi: sono parte integrante della durata della riabilitazione nel tempo.
Richiede diagnosi, non preventivi generici. Chiunque proponga una tecnica implantologica senza aver esaminato una TAC 3D del caso specifico non sta formulando un piano clinico. La scelta tra quattro, sei o otto impianti emerge esclusivamente dall’analisi dei dati radiografici reali.
I risultati possono variare in base alle condizioni cliniche individuali, allo stato di salute sistemica del paziente, alle abitudini di igiene orale e alla risposta biologica al trattamento.
Come funziona il percorso clinico da Dr. Dema: dalla diagnosi alla protesi definitiva
Il percorso inizia con la valutazione della documentazione clinica: ortopanoramica (OPT) o TAC 3D inviata dal paziente, oppure fotografie del sorriso per una prima valutazione orientativa. La consulenza iniziale è gratuita e fornisce una risposta in italiano entro 24 ore.
Se le condizioni lo consentono, la pianificazione digitale — TAC 3D, software ExoCad, progettazione virtuale del piano implantare — viene completata prima dell’arrivo a Tirana. Al momento dell’intervento il piano di trattamento è già definito nei dettagli: numero di impianti, posizione, tipologia di protesi provvisoria e definitiva, materiali, tempi di ogni fase.
Quando il carico immediato è indicato, la protesi provvisoria fissa viene consegnata nella stessa giornata o entro 24-48 ore. Dopo il periodo di osteointegrazione viene realizzata la protesi definitiva, generalmente in zirconio monolitico.
Il trasferimento dall’aeroporto di Tirana è incluso. La sistemazione per il primo soggiorno è organizzata in hotel convenzionati adiacenti alla clinica. L’assistenza in italiano è garantita prima, durante e dopo il trattamento, con supporto remoto attivo sette giorni su sette dopo il rientro in Italia. Ogni impianto è coperto da garanzia scritta con condizioni dettagliate per iscritto.
Nessuno esce senza denti dalla clinica del Dr. Dema.
Domande frequenti sull’All-on-6
Quanto dura un’arcata completa con impianti All-on-6?
Con corretta manutenzione e controlli periodici, gli impianti in titanio hanno tassi di sopravvivenza superiori al 95% a dieci anni. La protesi definitiva in zirconio monolitico ha una durata stimata di 15-20 anni o più. La durata dipende dall’igiene del paziente, dall’assenza di bruxismo non trattato e dalla regolarità dei controlli professionali.
L’All-on-6 fa male? Come viene gestito il dolore durante e dopo l’intervento?
Durante l’intervento il dolore è assente grazie all’anestesia locale, eventualmente integrata con sedazione cosciente nei casi di ansia significativa o in interventi di lunga durata. Dopo l’intervento possono comparire gonfiore e lieve fastidio gestibili con la terapia farmacologica prescritta. La maggior parte dei pazienti riferisce un disagio post-operatorio inferiore alle aspettative iniziali.
Quanti viaggi sono necessari per completare una riabilitazione All-on-6?
Nella maggior parte dei casi sono necessari due soggiorni a Tirana. Il primo, della durata di 5-7 giorni, comprende la fase chirurgica e la consegna della protesi provvisoria fissa. Il secondo, solitamente a distanza di 3-6 mesi, è dedicato alla consegna della protesi definitiva. Oltre il 90% dei pazienti completa il trattamento in due soggiorni.
Qual è il costo dell’All-on-6 in Albania rispetto all’Italia?
In Italia il costo di una riabilitazione totale con All-on-6 per arcata si colloca generalmente tra 10.000 e 18.000 euro. In Albania, con materiali certificati CE e standard clinici equivalenti, lo stesso trattamento può costare tra il 60% e il 70% in meno. Questa differenza non dipende dalla qualità delle cure ma dalla struttura dei costi locali: personale, tassazione, affitti e burocrazia hanno un impatto molto diverso rispetto all’Italia.
Cosa succede se si ha un problema dopo il rientro in Italia?
La clinica garantisce supporto remoto sette giorni su sette attraverso un sistema di assistenza a distanza. Le protesi sono progettate digitalmente e tutti i file sono archiviati, il che rende possibile la replicazione o la modifica a distanza di tempo. In caso di problema che richieda intervento diretto, può essere programmato un soggiorno breve a Tirana. Il tasso di complicanze post-operatorie documentato è molto basso grazie ai protocolli digitali di pianificazione preoperatoria.
La riabilitazione All-on-6 è adatta a tutti i pazienti?
No. L’All-on-6 richiede una quantità di osso sufficiente ad accogliere sei impianti nelle posizioni strategiche corrette. Pazienti con riassorbimento osseo molto avanzato possono necessitare di un innesto osseo preliminare o possono essere candidati più adatti all’All-on-4. Condizioni sistemiche come il diabete non controllato o la terapia con bifosfonati richiedono una valutazione medica specifica prima di procedere. La diagnosi individuale è il presupposto di qualsiasi scelta tecnica.
Se vuoi sapere se l’All-on-6 è la soluzione adatta al tuo caso, invia la tua ortopanoramica o TAC 3D per una valutazione gratuita e personalizzata in italiano.